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| Primo modello: |
“Gestione dello stress e tecniche
per ridurre il rischio di burn-out” |
| Secondo modello: |
“Il valore del processo creativo nell’attività
didattica” |
| Terzo modello: |
“L’impatto dei mezzi d’informazione
nell’eta evolutiva” |
In una relazione di tipo educativo come quella che
si crea nell’ambito della scuola, la persona si mette in gioco
nella sua globalità, con il proprio universo corporeo, cognitivo,
affettivo. In campo, quindi, oltre al “sapere” e al
“ fare”, c’è soprattutto “l’essere”,
tanto dei ragazzi che delle insegnanti.
Il corpo è il nostro essere: è la nostra
memoria, è depositario dei nostri vissuti, il veicolo di
emozioni, sentimenti, affetti; fondamentale è, quindi, il
ruolo che ha in una relazione di tipo educativo. All’interno
di un percorso di crescita professionale, lavorare sul corpo, sul
proprio corpo, significa andare nella direzione di una maggiore
autoconsapevolezza, imparare ad utilizzare le risorse che il corpo
possiede per raggiungere uno stato di rilassamento e recupero di
energie fisiche e mentali (condizione necessaria ad evitare il burn-out),
significa giocare, inventare, creare, avere la possibilità
di scoprire attività da proporre ai bambini, ma solo dopo
averle vissute in prima persona e rielaborate secondo la propria
sensibilità e i propri obiettivi. In questo modo il processo
creativo diventa parte integrante dell’attivita’ didattica.
L’insegnamento creativo dà ai ragazzi una motivazione
interiore dettata dal piacere, dalla curiosità, dall’entusiasmo,
facilitando così il processo di apprendimento e, in senso
più ampio, lo sviluppo della persona.
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